Dott.ssa Maria Grazia Grasso

Sclerosi Multipla: stato dell'arte su ricerca e cure

Intervista con la Dott.ssa Maria Grazia Grasso, Direttore dell'Unità Operativa della Fondazione specializzata nella cura della patologia.

A livello mondiale si calcola che circa 2,5 milioni di persone soffrano di Sclerosi Multipla. Di queste, circa 600.000 in Europa. In Italia, in particolare, i dati relativi al 2015 contano 180 casi ogni 100.000 abitanti. Colpisce soprattutto i giovani tra i 20 e i 40 anni, nei quali rappresenta la malattia neurologica invalidante più frequente dopo i traumi cranio-spinali da incidenti stradali. Diversi  studi hanno anche evidenziato un aumento di casi negli ultimi vent'anni, ma è un dato da interpretare con prudenza perché "è aumentata anche la capacità di diagnosticare la malattia" spiega la Dott.ssa Maria Grazia Grasso, Direttore dell'Unità Operativa di Neuroriabilitazione 5, che presso la Fondazione Santa Lucia IRCSS è impegnata da anni nella cura di questi pazienti e in attività di ricerca. Sul tema la Dott.ssa Grasso interverrà anche il prossimo 27 maggio al Convegno Scientifico AISM ospitato presso la Fondazione in occasione della Settimana Nazionale Sclerosi Multipla.

Dott.ssa Grasso, come procede la ricerca su questa patologia oggi non ancora curabile?

Precisiamo che non siamo ancora in grado di guarire una persona con Sclerosi Multipla, ma negli ultimi anni abbiamo fatto passi avanti per rallentare il processo sia infiammatorio che degenerativo che sta alla base della malattia grazie allo sviluppo di efficaci farmaci anti-infiammatori. La grande sfida che abbiamo oggi in termini di ricerca è sviluppare trattamenti neuro-protettivi che permettano di rigenerare e proteggere le parti del sistema nervoso danneggiate dal processo infiammatorio. In questo modo saremmo in grado non solo di rallentare lo sviluppo della malattia, ma anche di farla regredire.

Come ricordava anche Lei, sono stati fatti passi avanti nei tempi di diagnosi

Le diagnosi sono molto più precoci rispetto ad alcuni anni fa. Risonanza Magnetica e Potenziali Evocati sono due esami strumentali che ci hanno aiutato moltissimo in questo. Oggi grazie alla Risonanza Magnetica disponiamo d’immagini molto dettagliate delle lesioni della sostanza bianca nel cervello o nel midollo. I Potenziali Evocati ci permettono in parallelo di registrare tempestivamente un rallentamento della conduzione nervosa, in particolare per la funzione della vista. Poi restano valide procedure diagnostiche più antiche, come la puntura lombare per l'analisi del liquor, sostanza presente intorno al midollo spinale, che ci indica lo stato d’infiammazione del sistema nervoso.

Ma come si riconoscono i primi sintomi e come reagire?

La patologia può colpire tutti i sistemi controllati dal cervello come vista, forza, coordinazione, parola, sfinteri. Sintomo molto comune può essere la facile affaticabilità. La Sclerosi Multipla può quindi mostrarsi con disturbi differenti da persona a persona. Il modo migliore di reagire è di affrontare i diversi sintomi cercando di condurre, anche dopo la diagnosi, una vita più normale possibile. Certamente non è facile, perché purtroppo la Sclerosi Multipla può arrivare intorno ai vent'anni, la fase della vita nella quale la persona è proiettata più che mai verso il futuro, sia nella vita privata che in quella professionale. La diagnosi di Sclerosi Multipla arriva come un fulmine che scardina tanti progetti. Gli aspetti psicologici nella prima fase della malattia sono molto delicati e devono essere affrontati in modo adeguato.

L'accesso alle cure in Italia è soddisfacente?

I Centri per la Sclerosi Multipla in generale funzionano. Il paziente viene preso in carico da neurologi che seguono la persona nel trattamento terapeutico e i medicinali necessari sono coperti dal Servizio Sanitario Nazionale. Il problema è rappresentato piuttosto dal bisogno di riabilitazione. La Sclerosi Multipla è considerata una malattia cronica e il Servizio Sanitario Nazionale non riconosce la possibilità di effettuare ricoveri. Le persone possono essere trattate solo ambulatorialmente, mentre sul territorio mancano strutture ricettive. Al massimo si ha l'opportunità di fare un po' di terapia motoria, ma la Sclerosi Multipla richiede percorsi di riabilitazione neurologica più complessa.

Quanto complessa?

È normalmente necessario un piano di riabilitazione neuromotorio per deficit di forza e di equilibrio. Può poi essere necessaria una terapia cognitiva per i disturbi di attenzione e memoria. Inoltre la persona con Sclerosi Multipla può avere bisogno di riabilitazione per problemi di deglutizione, respiratori o della vista o per disturbi sfinterici. Parliamo quindi di un approccio interdisciplinare che coinvolge diverse figure di medici specialistici e terapisti. Questo in generale, perché ogni piano di riabilitazione parte dall'analisi dei bisogni specifici del paziente.

Si può dire come per altre patologie del sistema nervoso che ci sono tante Sclerosi Multiple quanti pazienti?

Sicuramente si può dire che i sintomi sono diversi e diversa è la reazione di ogni paziente ai farmaci e alla riabilitazione. La necessità di terapie personalizzate del resto è ormai un'evidenza scientifica in tutti gli ambiti.

In riabilitazione si fanno sempre più spazio le tecnologie: robot, realtà virtuale, esoscheletri. Vale anche per la riabilitazione di pazienti con Sclerosi Multipla?

A questo riguardo abbiamo da poco pubblicato uno studio sull'apporto positivo del Gait Trainer sul recupero del movimento. In parole semplici parliamo di tecnologie che sorreggono mediante sistemi d'imbragatura il paziente e gli permettono quindi di esercitarsi nel cammino in assenza di peso corporeo. Dai nostri dati è risultato che soprattutto nelle persone con disabilità maggiori questo tipo di trattamento può essere utilizzato con efficacia.