Visita a sorpresa del Papa alla Fondazione Santa Lucia

Papa Francesco si è presentato all'improvviso al Reparto di Neuroriabilitazione Infantile. In quel momento c'era anche Gabriel, il bambino che gli aveva scritto: "Vieni a trovarci, così ti faccio conoscere anche i miei amici con cui faccio terapia".
Papa Francesco ha visitato oggi a sorpresa la Fondazione Santa Lucia IRCCS. Improvvisamente una Focus blu si è fermata davanti all’ingresso del Reparto di Neuroriabilitazione Infantile della Fondazione Santa Lucia e il Santo Padre da lì si è diretto verso i locali nei quali erano in corso le attività terapeutiche con i bambini.
Un bambino ha improvvisamente esclamato: “Ma è il Papa vero?”. Increduli ed entusiasti i bambini con i loro famigliari, medici e terapisti della Fondazione. Presso il Reparto sono in cura pazienti con età che variano tra i primi mesi di vita fino all’adolescenza. Sono bambini con patologie complesse. Tra queste paralisi cerebrali, gravi prematurità, disabilità intellettive e sindromi genetiche rare. La Dottoressa Daniela Morelli, responsabile dell’Unità di Riabilitazione Infantile ha mostrato al Papa le attività che erano in corso. “L’ho ringraziato per la visita – racconta Daniela Morelli – e Papa Francesco mi ha detto: ’Sono io che ringrazio voi per utto quello che fate’. Poi mi ha chiesto di pregare per lui e me lo ha detto con uno sguardo molto intenso che mi ha colpito tantissimo”.
 
E proprio la lettera inviata da un bambino in cura presso la Fondazione potrebbe essere all’origine della visita a sorpresa. Gabriel, sei anni, affetto da una tetraparesi da paralisi cerebrale che gli impedisce di comunicare a parole e gesti, aveva “scritto” al Papa una lettera composta con le immagini che ha imparato a utilizzare per comunicare alle persone senza parole: “Caro Papa Francesco, mi piacerebbe tanto conoscerti meglio e farti conoscere i miei amici che fanno la terapia insieme a me, vieni a trovarci?”
Il Papa è arrivato alla Fondazione in via Ardeatina a Roma alle ore 16.00 e si è trattenuto nella struttura ospedaliera oltre un’ora. Ha visitato anche il primo piano dell’Ospedale, dove sono ricoverati soprattutto giovani con lesioni del midollo spinale. Ma la notizia che c’era il Papa si è diffusa veloce in tutta la struttura e il Papa ha incontrato centinaia di persone che si erano spostate velocemente al primo piano dell’Ospedale per vederlo e salutarlo.
Papa Francesco ha fatto visita ai pazienti immobilizzati a letto nelle loro stanze e si è poi spostato nella sala ritrovo del reparto ospedaliero dove si erano ormai radunati tutti gli altri pazienti, la maggior parte di loro in carrozzina. “Il Papa è rimasto molto colpito dall’entusiasmo e dall’umanità delle persone – racconta il dottor Antonino Salvia, Direttore Sanitario della Fondazione – E mi ha anche detto: ‘Continuate così! Date amore!'"
Tra i molti momenti in cui si è intrattenuto a parlare con i malati, anche uno scambio di battute in lingua spagnola con un paziente ecuadoriano ricoverato per una lesione midollare, con la moglie e i suoi figli. “Ero in palestra e ho saputo che era arrivato il Papa – racconta Miguel – Allora è stato bravo il mio terapista che mi ha detto di venire qui in sala ritrovo. Sono arrivato ed ero il primo! E’ stata un’emozione grandissima”. Accanto a lui anche la moglie, visibilmente commossa, che ci racconta un po’ in italiano e un po’ in spagnolo: “Non posso crederci di aver parlato con il Papa. È una giornata che non dimenticheremo mai. Lui ci ha fatto coraggio
 
Prima di congedarsi il Papa ha benedetto tutti i malati, i famigliari e il personale e ha detto: “Abbiate coraggio. Bisogna sempre guardare avanti. Io prego per voi e voi pregate per me”.
 
Prima di lasciare la Fondazione il Papa ha fatto visita anche alla Cappella dell’Ospedale e ha lasciato in dono alla Fondazione una copia autografata del Libro del Giubileo.
 
Sul piazzale antistante l’ospedale un signore che si era alzato su un muretto ha chiamato ad alta voce il Papa chiedendogli un selfie. Il Papa, che stava per risalire in automobile, ha alzato lo sguardo verso di lui e sorridendo ha risposto: “Facciamo questo selfie”. Indimenticabile lo sforzo del signore per raggiungere il Santo Padre saltando dal muretto e facendosi largo tra la folla dicendo “Per favore lasciatemi passare, mi ha detto che possiamo fare il selfie”.
 
L’ospedale della Fondazione dispone di oltre 300 posti letto e cura in ricovero e day hospital pazienti che necessitano di percorsi di neuroriabilitazione a seguito di gravi lesioni del sistema nervoso. Molti anche i giovani che a causa soprattutto di incidenti stradali e gravi infortuni hanno attraversato periodi di coma o sono chiamati ad affrontare lunghi percorsi di neuroriabilitazione per superare  disabilità fortemente invalidanti. Numerosi i pazienti in cura per le conseguenze di un ictus o a causa di malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e Sclerosi Multipla.
Informazioni:
Stefano Tognoli, Ufficio Stampa Fondazione Santa Lucia IRCCS, tel. 334.6966433 / s.tognoli@hsantalucia.it