Alzheimer. Scoperta un’opzione farmacologica per migliorare le funzioni cognitive

Un trial Clinico italiano, svolto presso l’IRCCS Santa Lucia di Roma e finanziato dalla Alzheimer’s Drug Discovery Foundation (ADDF), ha individuato gli effetti positivi della rotigotina sulle funzioni cognitive nei pazienti con malattia di Alzheimer lieve o moderata. I risultati pubblicati sulla rivista scientifica JAMA Network Open.

Roma, 16 luglio 2020 – Un trial clinico svolto presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma ha evidenziato gli effetti positivi della rotigotina, un farmaco comunemente utilizzato per pazienti con morbo di Parkinson, sulle funzioni cognitive in 94 pazienti con lieve o moderata malattia di Alzheimer. L’Alzheimer è una malattia che in Italia colpisce oltre 600mila persone e rappresenta circa il 60% delle oltre 1milione e 240mila diagnosi di demenza in Italia.

La rotigotina è un farmaco che agisce sulla trasmissione della dopamina nel cervello. Lo studio, intitolato Effects of Dopaminergic Therapy in Patients with Alzheimer’s Disease (DOPAD) è stato condotto dal prof. Giacomo Koch, neurologo e Direttore del laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale della Fondazione Santa Lucia a Roma, in collaborazione con il prof. Alessandro Martorana, neurologo dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Gli attuali trattamenti per l'Alzheimer agiscono sul neurotrasmettitore acetilcolina, tuttavia, la ricerca preclinica, ha rilevato un ruolo chiave anche nel neurotrasmettitore dopamina. Recenti studi scientifici hanno mostrato come la dopamina agisca a livello dei lobi frontali del cervello migliorando le abilità cognitive di ragionamento, le cosiddette funzioni esecutive. 

"Questo studio è un importante passo avanti nel mostrare come i pazienti con malattia di Alzheimer possono trarre beneficio dalle combinazioni di farmaci che migliorano le funzioni cerebrali interagendo con diversi sistemi di neurotrasmettitori - ha affermato il neurologo Giacomo Koch - e potrebbe aprire a nuove opzioni terapeutiche per ritardare l'insorgenza della demenza di Alzheimer incentrate sulla trasmissione dopaminergica in trattamento precoce, quando le funzioni cognitive correlate all'attività del lobo frontale e le capacità di vita quotidiana dei pazienti sono solo lievemente compromesse".

Sono tuttavia necessari ulteriori studi per determinare il ruolo potenziale della rotigotina nel trattamento dell'Alzheimer, afferma Koch.

"I pazienti trattati con rotigotina in questo studio hanno riportato alcuni miglioramenti che sono molto importanti per le persone con Alzheimer", ha dichiarato Howard Fillit, Medico e Direttore esecutivo e scientifico dell’Alzheimer Drug Discovery Foundation (ADDF).

La rotigotina ha migliorato le funzioni esecutive, che aiutano i pazienti in compiti cognitivi chiave, come il ragionamento, il giudizio, la memoria di lavoro e l’orientamento. Ha inoltre migliorato la loro capacità di svolgere le attività quotidiane di routine come lo shopping, la pianificazione, l’igiene personale e l'alimentazione. Questo significa preservare la loro indipendenza più a lungo e ridurre l'onere per gli operatori sanitari”.

"L'ADDF ha una lunga storia nel sostegno a studi che come questo riutilizzano i farmaci esistenti, perché possono accelerare la nostra capacità di trovare nuovi trattamenti per l'Alzheimer", ha affermato Fillit.

Per capire come la rotigotina influenza il funzionamento dei lobi frontali e le loro connessioni, sono state combinate diverse tecniche neurofisiologiche tra cui stimolazione magnetica transcranica, analisi di diagnostica per immagini ed elettroencefalogramma. Tramite queste tecniche è stato possibile rilevare che, ai miglioramenti osservati nelle funzioni cognitive, si accompagnava un incremento dell’attività cerebrale del lobo frontale dovuta a una modulazione della trasmissione dopaminergica.

Sicurezza e tossicità dei farmaci esistenti sono infatti già testate, permettendo tempi di approvazione più rapidi. "All'ADDF - prosegue Fillit - ci concentriamo sul finanziamento di studi che mirano a nuove strade per la cura della malattia di Alzheimer. Tra questi, l’osservazione delle alterazioni della trasmissione dopaminergica è molto promettente”.

 

Informazioni sugli effetti della terapia dopaminergica nei pazienti con malattia di Alzheimer (DOPAD)

DOPAD è stato uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che ha arruolato 94 pazienti di età compresa tra 55 e 83 anni con malattia di Alzheimer da lieve a moderata. I pazienti sono stati assegnati a ricevere rotigotina 4 mg (Neupro, UCB pharma) o placebo attraverso un cerotto transdermico per 24 settimane, come terapia aggiuntiva al trattamento standard con un inibitore dell'acetilcolinesterasi.

 

Informazioni sulla Fondazione Santa Lucia IRCCS

La Fondazione Santa Lucia è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) specializzato nel settore delle neuroscienze. È dotata di un ospedale di neuroriabilitazione di alta specialità con 325 posti letto in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Conta inoltre 60 laboratori di ricerca, attivi presso il proprio Centro Europeo di Ricerca sul Cervello (CERC) e all’interno della struttura ospedaliera.

Le ricerche condotte nel Laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale mirano a comprendere i meccanismi cerebrali alla base del sistema motorio e cognitivo, con l’obiettivo di sviluppare nuovi approcci terapeutici per il recupero di funzioni neurologiche danneggiate dall’ictus o da malattie neurodegenerative, come la malattia di Alzheimer.

 

Informazioni sulla Alzheimer’s Drug Discovery Foundation

Fondata nel 1998 da Leonard A. e Ronald S. Lauder, l'Alzheimer's Drug Discovery Foundation si dedica ad accelerare rapidamente la scoperta di farmaci per prevenire, trattare e curare la malattia di Alzheimer. Unica organizzazione di beneficenza pubblica focalizzata esclusivamente sul finanziamento dello sviluppo di farmaci per l'Alzheimer, l’ADDF impiega un modello di venture philanthropy per sostenere la ricerca nel mondo accademico e nel settore delle biotecnologie. Grazie alla generosità dei suoi donatori, l'ADFF ha finanziato con oltre 150 milioni di dollari più di 626 programmi di ricerca e studi clinici sull'Alzheimer in 19 paesi.

Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.alzdiscovery.org/.